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Con tanta furia ch'egli è mezzo morto :
Non trova requie : fi ch'avete intefo:
Oisu merrianci'n via: ch'ho commissione
Di non lasciarvi; & di venir con voi

Sin'à Palazzo. FA. Io non posso venire.
MA, Che dite voi? che parlate fi piano

Che non v'intendo. FA. Che venir non pofs

fo. MA. Dire piu forte : ch'io son mezzo sordo:

Che dite voi ? FA. Che medico non lono. MA Che voi non sete medico ! non fete

Quel mastro Ermino voi, ch'io veggo spesso
Co'l nostro Monsignor'? se ben è questa

La prima volta che v'ho mai parlato,
FA, Io non son deffo. MA. Non tardate : andia-

mo.

Che diria Monsignor se gli mancaste
In cofi gran bisogno? ci quassa il capos
E ha la mano a la barba ; & guarda in terra ;
Ne fi degna rispondere : orsu mastro
Non tardiam più: ch' il Cardinal v'aspetta

Con desiderio. FA. O sorte mia crudele, MA, Ei pur seco borborra : questo Vom certo

Ha qualch'alcro pensier, qualch'altro sde.

gno
Oggi nel capo. FA, Aime.' MA. Da qui à

Palazzo
E pochissima via: se caminiamo
Vi saremo in un tratto ; & non

fi muove

Perche non vi movete ? egli sta peggio
Che voi non vi credere: andiam or ora:
Andiamo : andiam, FA. No no, MA. Venice

andiamo.
FA. No no. MA. Come no no? vedere un'altro

Palafrenier, che vi dee gir cercando:

SCENA QUARTA.

GIOAN BIANCO, MACRO PALAFRENIERI.

ET FAUSTO,

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He rardare meffere ? 'l Cardinale
Valperra gia due hore. MA, Io dal mio

canto

Fació ho il debito mio : perche non manco
Di fargli instanza: & di pregar

che

vegna ; Ma par ch'ei n'abbia poca voglia. GIO. An

diamo :
Ch'ei m'ha commesso, che vi meni meco:
Non perdere piu tempo. MA. Non ci accorgi
Che non ha voglia di venirci > GIO, Ahmal.

tro

Muovavi la pierà la riverenza
Ec l'amor che portate al Cardinale:
E pollibil che'n voi fiz cosi poco
Rispetto , & poco amor? MA. Egli n'accenna

Quassando il capo, che non vol venire. GIO. O che vaneggia :o ch'è fuor di se stesso:

O che si stima troppo, MA, Ma à sua po sta :
Da noi non manca. GIO. Ma se noi cornia

mo

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A casa senza lui non sarà peggio ?
Che debbiam far, MA, Preghianlo anco una

volta:
Meffer orsu venite non lasciare
Perir fi gran prelato, GIO. Orsu venite
Venite maftro : orsu mercianci'n via :

Ma non risponde : & guarda in altra parte,
MA. Sere voi fatto murolo fi costo?
GIO. Et non si muove , come fusse un falso.
MA. Se'l priego piu; che'l cancaro mi vegna 3:
GIO, Sete voi forse fi stroppiato , & zoppo

Che non possiate far cinquanta passi, MA. Andiamo a dire'l tutto al Cardinale. GIO. Et che cosa ha , ch'egli sospira tanto? MA. Possa sospirar fi che tutto il fiato

Gli esca del corpo. GIO. Or refti co'l mal

.

anno:

Poi che venir non vuole, MA, E piu oftina.

to

Ch'una mula spagnuola, GIO. E piu bizarro

Et matto ch’uno astrologo, e un poeta. MA, # piu indiscreto , ch’uno ufficiale: :

Stupisco piu de la sua afinitade

Che se vedelli a... MA, Simile è questa gente à li sparvieri. GIO, Perche coli? MA, Ch’a te non vengon mal

Se tu non mostri lor co'l pasto il pugno,
GIO. Merrarebbe per Dio che Monsignore

Lo fesse caricar di buone buffe.
MA. Dio voleffe , ch'a me dess'ei l'imprefa.
GIO. Ma no'l farebbe ; che sua fignoria

Reverendissima è troppo discreta,
MA, Ma non cardiam piu qui: su tosto andiamo

Afar con Monsignor la nostra iscusa,

SCENA QUINTA.

FAUSTO: GRASSO CANEVARO. NUTA

FANTE:

Olodaco lia Dio, che son partiti ,
O

Ne veggio "piu appatir persona alcuna
Che possa disturbare'l mio disegno :
Io vo picchiar pian piano, 0 Dio mi sente
Mancar la voce, & tremar tutto quanto;
Di disio, di speranza, & di paura
Pensando ch' ho d'andar davanti a Livia :
Poi che non senton, picchieró piu forte :

Ma che ftrepito grande è quel ch'io lento? GR. Non mi tener: non mi tenere : io voglio

Amazzar questo cradisore. FA, E meglio
Ch'io mi tiri da parte. GR. Queste ladro

Che vien per tormi le chiavi del vino.
NU Fermati: dove vai : pon giu lo spiedo,

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GR, Lasciami star. NU. Vedi colà-il patrone;

Si debbe esser pentito d'andar fuori
De la città co'l Cardinal: no'l vedi :

Merci lo spiedo giu. GR. Voglio amazzarlo.
FA, O poftanza del vin come lei grande.
GR. Per la porca di ti se. NU. Dio m'aiuti.
GR. Voglio eller io patron. NU. Scaremmo fref.

che
Se tu fusli patron. GR. Voglio dormire
Colla madonna. NU. O che gentil bambino
Da dormir feco ! infin ha

froppa

forza: Guardatevi meffer, che non v'amazzi. FA. Voglio io senza arme andar contra costui

A rischio de la morte? GR. I bergamaschi
Staran di fuore. FA. Egli ha chiusa la porta ::
Et sento che vi metre'l chia vistello:
o Dio l'Uom mai non puo far un disegne
Che tu forcuna no'l disturbi sempre :
O fortuna crudel forrana ria::
Fortuna sorda a tanti prieghi miei :
Tu m'hai man lati pur tutti i disturbi
Tutti gli impedimenti oggi tra piedi;
Er ei prendi piacer del mio tormento:
Misero , & ftolco chi di ce fi fida :
Che par, quanto piu bramafi una cosa,
Tu fortuna crudel piu ce la invidi ::
Chi vide mai in cofi poco spazio
Tante disgrazie accadere ad un Vomo
Come son oggi a me (laflo) accadute ?

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