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Vous donc , à qui ma gloire est un mortel outrage;
Du Dieu , qui me protege, entendez le langage ;
Fiers Monarques, souffrez qu'une fainte terreur
Tourne en amour pour lui vôtre noire fureur;
Venez mettre l'orgueil, qui vous sût trop seduire,
Aux pieds de ces autels , que vous vouliez détruire:
Quand il fait dans les airs tonner son fier courroux,
Heureux , qui tour à lui n'en peut craindre les coups.

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DISCOURS ITALIEN,

Que je prononçai à Florence
dans l'Academie des Apatistes
sur un Problême qui y avoit

été proposé; sçavoir :
Quels yeux sont les plus beaux, des

bleus ou des noirs.

Q

Uando io frà mè considero , che i

popoli del Regno di Sciam fi fanno à bello Itudio i denti neri , per non averli, dicono , simili a quei dei cani , e che nell' Etiopia fi dipingono neri gli Angeli, e'l Diavolo bianco, forza è ch'io riconofca l'assoluto arbitrio de' sensi, i quali

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fanno del lor superbo, Mi piace , ò non mi piace , una raggione, anzi una sentenza irrevocabile. Onde prendendo io à raggionare sopra il dubbio propostoci dall’eruditissimo Sigre Apatista , Quali debbano essere più in preggio è gli occhi neri , ò i cerulei , materia tutta alla giuridittione de' sensi soggiacente, non sò in vero per qual verso pofsa venirmi fatto di scioglierlo. Imperochè non si costo pronunzierò, per esempio, à favore degli occhi neri, che subito mi si parerà davanti un qualche avuersario, esclamando ch'io fò torto agli occhi cerulei, è che gli è pronto di mantenere a punta di acutiffime raggioni l'onore di elli : Ma per quante raggioni sappiamo lui, ed io in tal difputa addurre, non fia mai che l'uno resti dall'altro persuaso, giachè per mutar parere , bisognerebbe far una cosa del tutto impoflibile, cioè mutare gli organi che determinano necessariamente gli occhi noftri a vedere un oggetto in una tal maniera.

Come faremo dunque per componere questa differenza ? Chiameremo un terzo per giudice ? Mà a chegioverà il chiamarlo ? Sarà questi forse invaghito , ò degli occhi cerulei , ò de neri , ò di alcuni al. tri di altro colore : Se de' cerulei , subito

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lo ricuso come parziale. Se de' neri , lubito viene dal mio Avversario

per

l'istessa raggione meritamente ricusato. E se avuien, ch'ei non abbia gusto nè per

i neri, nè peri cerulei , come può esser mai in tal materia perito giudice ?

Ma non sarebbevi modo di trovare chi provato avesse qual fosse la forza degli occhi neri , e qual de' cerulei ? Oh di questi vene fono à migliaia. S'interroghi dunque un di loro, ed alla di lui sentenza concordemente attenghianci. Ma quale stima faremo noi del giudicio d'uno il quale fà apparire si poca fermezza ne' suoi sentimenti ? Ci farà senza dubbio una risposta conforme al proprio genio, cioè che dobbiamo fare noi, come fa quello, preggiare, ed amare tutti gli occhi, pur che sian belli, senza badare al colore.

Or sù, mi dirà tal uno, hò trovato finalmente una via facile, e compendiosa per terminare amichevolmente cotefta lite. Vediamo in questa Radunanza quanti sono quelli, che dalla banda degli occhi neri si starno, e quanti quei che adoratori de' cerulei li professano, e vinca quella parte che vanterà maggior numero di partigiani. V'eramente li fatro consiglio pare, a prima giunta, raggionevole, e dcciavo:

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ma non può ne meno esso appagarci ; mentre, oltre che il partico della verità non è, se non rade volte , il più numeroso, chiaro è che, quando tutto il mondo mi si dichiarasse contro, non potrebbe pur fare sì che ciò che piace à miei occhi non piacesse loro, perche impoflibile cosa è, conforme ho detto di sopra, che i nostri occhi vedano diversamente dà quello che dalla natura sono à vedere dirpofti, e'necessitati ; E vedendo sempre nell'istessa maniera, sempre mi rimarrei nell'istessa opinione , ne mai sarei capace come tutto 'l mondo non fosse del mio gusto , fortunato

pure

in

quanto avrei ne' miei affetti nè invidioso, ne petitore.

Nulladimeno s'egli è di 'neceflità che si sciolga questo dubbio, lo farò in due parole; Et è che, quegli occhi ò neri, è cerulei, che in me volgeranno più favorevoli i sguardi , quegli abbiansi la preeminenza,

che non

com

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ODE ITALIENNE. Sur laquelle j'eus l'honneur d'étre reçu a t Academie des Apatistes.

5
V'E' chi mi sgrida e dice,

,
A che pensi, infelice ?
Che fai ? Forle présumi
Di Filli col tuo ardore
Fermar l'instabil core.
Ferma pria venti e fiumi :

Poi fu l'alma rubella
Per tè fi provi pure arte si bella.

A tai detti rispondo ,
O fato mio giocondo !
Provido ciel, che diede
A lei cor si leggiero:
Che se a l'amor primiero
Serbasse ogn'or la fede ,

Come fiffi in altrui
Ver ine fi volgerian gli affetti sui ?

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